Osservazioni al progetto di un mega-impianto fotovoltaico a terra in area agricola a Genazzano

Aree contornate in rosso: lotti previsti dal progetto “intervento di realizzazione di un impianto agrofotovoltaico, ovvero di un impianto fotovoltaico a terra della potenza in DC pari a 36 MWp e in AC pari a 35 MW" su una superficie complessiva di 33,14 ettari.

PREMESSA

A seguito

  • della gravissima mancanza di trasparenza dell’Amministrazione comunale nell’informare e coinvolgere il Consiglio Comunale ed i Cittadini su un progetto di tale rilevanza per il territorio di Genazzano. Progetto presentato in Comune almeno dallo scorso anno,  noto al Sindaco e, cosa altrettanto grave, non a tutti gli Amministratori (come da alcuni di loro stessi, pubblicamente, dichiarato);
  • dell’incapacità del Sindaco, anche in funzione delle sue deleghe all’Urbanistica ed all’Agricoltura, e degli amministratori tutti (quelli che sapevano e quelli che non sapevano) per le responsabilità di ognuno alla corretta gestione della cosa pubblica;
  • dell’inspiegabile, ingiustificabile e dannoso immobilismo del Sindaco e dell’Amministrazione, nei tempi procedimentali, aventi natura perentoria, durante la fase per il rilascio del “Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale” (PAUR) nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), tale comportamento, di fatto, ha determinanto il silenzio-assenso dell’Ente comunale in questa fase del procedimento (PAUR).

Nel breve tempo avuto a disposizione, da quando siamo venuti a conoscenza del progetto e dell’iter procedurale in corso, abbiamo,

→   nel Consiglio comunale del 10 aprile 2021,

    • manifestato la nostra ferma critica sulla carente ed omissiva gestione amministrativa;
    • chiesto, insieme ai gruppi Consigliari di “Genazzano in Comune” ed “ Il Ponte” una Commissione d’inchiesta consigliare per l’accertamento delle responsabilità politico-amministrative (approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale)
    • presentato una mozione, insieme al gruppo consigliare di “ Genazzano in Comune”, di opposizione al progetto dell’impianto agrofotovoltaico che interesserà più di 33 ettari di terreno agricolo;

→   redatte, insieme al gruppo Consigliare “Genazzano in Comune”, ed inviate all’Area VIA della Regione Lazio le “osservazioni critiche  al progetto”, di seguito riportate, per costituirci alla prossima Conferenza dei Servizi, riservandoci di apportare ulteriori modifiche e/o integrazioni, anche in considerazione dei ristretti termini concessi dall’avvenuta pubblicazione sull’Albo Pretorio comunale.

Documento inviato:

Gruppi Consigliari del Consiglio Comunale di Genazzano:

“CITTADINI IN MOVIMENTO PER CAMBIARE” e “GENAZZANO IN COMUNE”

REGIONE LAZIO 

Direzione Regionale Politiche Ambientali e Ciclo dei Rifiuti 

Area Valutazione Impatto Ambientale 

PEC: ufficiovia@regione.lazio.legalmail.it

 

 

E p. c. 

al Presidente della Giunta Regione Lazio, 

presidente@regione.lazio.it, 

 

all’Assessore all’Ambiente Regione Lazio 

trasformazionedigitale@regione.lazio.it, 

 

al Dirigente delle Politiche abitative, e la Pianificazione 

Territoriale, Paesistica e Urbanistica della Regione Lazio, 

territorio@regione.lazio.legalmail.it, 

 

al Soprintendente per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per 

l’Area metropolitana di Roma, la Provincia di Viterbo

e  l’Etruria meridionale, 

mbac-sabap-met-rm@mailcert.beniculturali.it, 

Oggetto:  

Procedura di Valutazione di Impatto Ambientale – Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale ai sensi dell’art. 27 bis del D.Lgs. 152/06 sul progetto di “intervento di realizzazione di un impianto agrofotovoltaico, ovvero di un impianto fotovoltaico a terra della potenza in DC pari a 36 MWp e in AC pari a 35 MW (somma delle potenze degli inverter) e potenza AC immessa in rete pari a 26 MW in ottemperanza alla richiesta a E-Distribuzione SpA, denominato “Genazzano”, connesso alla rete di E-Distribuzione SpA, sito nel Comune di Genazzano (RM), alle località “Colle Traccia”, “Colle Salomone” e “Colle dei Pazzi”, consociato al pascolo di ovini all’interno delle aree di impianto”. Proponente: OTTOBIANO S.r.l. Registro elenco progetti: n. 132/2020.” 

ai sensi del D. Lgs.152/2006 e s.m.i., i sottoscritti Consiglieri presentano le seguenti 

OSSERVAZIONI

Aspetti di carattere generale:

Premesso che si è favorevoli allo sviluppo delle energie da fonti rinnovabili, oramai è da anni riconosciuto che lo sviluppo di queste tecnologie non debba pregiudicare, con la realizzazione di impianti fotovoltaici a terra di grandi dimensioni, l’uso e la natura dei terreni agricoli, si riportano di seguito le nostre osservazioni:

1.  Sebbene l’impianto “industriale” di produzione di energie elettrica da pannelli fotovoltaici in oggetto venga definito “agro-fotovoltaico”, questo, a tutti gli effetti, per rapporto superficie occupata, corrispondente a 65484 moduli per una superficie complessiva di mq 153715,25 su 331445 mq di terreno (in totale), secondo gli stessi calcoli del progettista, pur ammettendo che non vi siano spazi rilevanti non utilizzati (cosa da verificare), con un rapporto di copertura che arriva e forse supera il 46%, comporterà lo stravolgimento del naturale irraggiamento del terreno e, soprattutto nel periodo autunno-inverno-primavera, con il sole più basso, l’ombra dei pannelli oscurerà quasi per tutta la giornata il terreno compromettendone l’uso e, soprattutto nel periodo invernale, qualsiasi coltivazione e/o crescita vegetazionale;

Figura 1 - dalla "RELAZIONE TECNICA GENERALE"

2.   Le superfici occupate dalle “cabine di campo”, per la dimensione dell’impiantistica, sono pari a 359,6 mq. (senza contare le cabine di raccolta). Una occupazione edilizia di tale rilevanza non può non essere oggetto di Permesso di costruire. Permesso di costruire che, in base alle norme di PRG in area agricola, dove sono previste solo costruzioni al servizio dell’agricoltura, non può essere rilasciato (sono costruzioni che occuperanno il suolo per almeno trent’anni);

3.   Per effetto dell’elevata superficie dei pannelli e della loro inclinazione (15°), durante le piogge, soprattutto nel periodo invernale, si creerà:

    1. una rilevante erosione del terreno, destinata ad aggravarsi con gli anni, che formerà dei nuovi canali di scolo rapido verso il fiume e i fossi presenti. Possiamo paragonare l’effetto a quello di una superficie cementata o asfaltata delle dimensioni più o meno pari a 15 campi di calcio (153715 mq), con fortissima pendenza (15°), che avrà come effetto quello di accelerare enormemente il flusso delle acque meteoriche verso fiumi e fossi rispetto a quello che è il naturale scorrimento e assorbimento  delle acque meteoriche di un terreno agricolo coperto da vegetazione e permeabile. Questo, con elevata probabilità, andrà ad incidere negativamente:
Figura 2
  • sulle problematiche già note di pericolo di esondazioni del fiume Sacco pochi chilometri a valle;
Figura 3
  • sulla natura ed habitat ecologico di fossi e canali esistenti;

sulla produttività del terreno sottostante i pannelli, per lo scarsissimo assorbimento ed accumulo in profondità delle acque piovane durante tutto il periodo delle piogge. Soprattutto in estate, assisteremo certamente a rilevanti fenomeni di terreno secco ed un accentuarsi di aridità che, con molta probabilità, comporterà una improduttività del prato naturale con la formazione di un diverso habitat vegetazionale (piante selvatiche che resistono alla siccità, ammesso che resistano) e di insetti e piccoli animali;

Figura 4 - Si invita ad ascoltare l'audio al link della foto

4.   Nell’elaborato “Relazione Tecnica Generale”, a pag. 27 “Analisi dei vincoli”, si asserisce ” … non sono emerse incompatibilità del progetto con gli interessi alla “tutela dell’ambiente, del paesaggio, del patrimonio storico artistico, delle tradizioni agroalimentari locali, …”. Questo non corrisponde a verità in quanto:

  • l’area in oggetto è caratterizzata da un “prodotto tipico regionale”, riconosciuto dalla regione Lazio, il “Cacio di Genazzano”, formaggio pecorino semicotto.

Figura 5

Figura 6

L’impiantistica industriale, così rilevante per la zona, compromette la naturalezza del prodotto e danneggia gli altri produttori per le attività in essere anche sotto il profilo d’immagine per l’evidente deformazione dell’ambiente naturale ostacolandone per un periodo lunghissimo, almeno 30 anni, anche le capacità di sviluppo agrituristico;

Figura 7 - PTPR tavola C30 - foglio 388
  • Per la rilevanza ambientale dei luoghi, basti considerare che il sito si inserisce a cuneo, come elemento di unione, tra le due aree adiacenti a destinazione “Parchi archeologici e culturali” (PTPR), ad ovest a confine con Valmontone e ad Est a confine con Paliano. Senza contare la vicinanza con il “Monumento Naturale – Selva di Paliano e Mola di Piscoli;
Figura 8 – Sistema Informativo Territoriale Regionale

 

 

LEGENDA:
Simbolo
Sito archeologico

5.   Venendo compromesso l’aspetto naturalistico dell’area con una impiantistica industriale di tale livello, il valore dei terreni, delle aziende agricole, delle abitazioni e delle attività agrituristiche, presenti in tutta l’area, subirà, inevitabilmente, un rilevante danno economico con deprezzamento nel mercato immobiliare. Questa svalutazione potrebbe, forzatamente, obbligare gli altri proprietari terrieri a cedere anche i loro possedimenti per lo sfruttamento di produzione elettrica da fotovoltaico, cosa che nel progetto in oggetto viene contemplata e predisposta a livello impiantistico, con ulteriore, irreparabile, stravolgimento del territorio;

6.   Secondo quanto indicato dalla “Direzione regionale per le politiche abitative e la pianificazione territoriale, paesistica e urbanistica” nel documento “Direttiva su annullamento PTPR20201056599.pdf” (scaricabile al LINK)

ad oggetto

Sentenza della Corte Costituzionale 17 novembre 2020, n. 240 – Annullamento della deliberazione del Consiglio regionale n. 5 del 2 agosto 2019 recante “Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR)”. Direttiva in merito alla disciplina paesaggistica da applicare”,

la regione Lazio chiarisce ed afferma che

Posto che, a ben vedere, la pronuncia in oggetto ha interessato solo l’approvazione del PTPR, restando invece impregiudicata la sua adozione, non invalidata, deve ritenersi che allo stato trovino applicazione, in concorso con le previsioni di cui al suddetto art. 21, anche le disposizioni del PTPR adottato; e ciò, operativamente, secondo il consueto principio valido in materia paesaggistica, il quale determina l’applicazione della misura più restrittiva tra quelle concorrenti.

……… negli elaborati del PTPR approvato con DCR n. 5 del 2 agosto 2019”. Al di là della dizione letterale recata nell’oggetto, infatti, la deliberazione 49/2020 costituisce un autonomo atto di adozione, come tale dunque valido in salvaguardia ai sensi dell’art. 143, comma 9, del d.lgs. 42/2004.

 

In considerazione delle “Linee guida per la valutazione degli interventi relativi allo sfruttamento di fonti energia rinnovabile”, Allegato 01 alla proposta di deliberazione consiliare n.59 del 15 febbraio 2021 (Link),

di iniziativa della Giunta regionale, adottata con deliberazione n. 78 dell’11 febbraio 2021 (Link) dove si afferma:

  • a pag.2 ……  “la consistente crescita nella produzione e nel numero di impianti da FER (ndr. Fonti energia rinnovabile) induce a valutarne e mitigarne gli effetti sul paesaggio ecologico e culturale, in particolare nei Paesi del bacino del Mediterraneo, più soggetti alla pressione antropica.

Se a scala europea o nazionale la produzione di energia da fonti rinnovabili è spesso considerata come unilateralmente positiva, è infatti a scala locale che lo sviluppo delle energie rinnovabili può produrre esternalità negative che intaccano i valori culturali e naturali del paesaggio, con potenziali ricadute sul turismo, sulla produzione agricola e sull’identità e riconoscibilità dei luoghi.” ……………..

  • a pag.5 …. “Capitolo 4 – Gli impatti e le compatibilità

In questo capitolo, si definiscono e si valutano gli impatti negativi che le FER possono avere sul paesaggio in relazione a due indicatori: la visibilità delle infrastrutture e il consumo di suolo.

  • a pag.7, secondo la “classificazione degli impianti di produzione di energia in relazione all’impatto su paesaggio”, l’impianto in oggetto viene classificato come “fotovoltaico a terra di grande dimensione” e “ad alto impatto”;
  • a pag.8, secondo la tabella “COMPATIBILITA’ DEGLI IMPIANTI DI PRODUZIONE DI ENERGIA IN RELAZIONE AL SISTEMA DI PAESAGGIO”, considerato che i lotti in oggetto ricadono in

Paesaggio agrario di valore” (lotti A, B e C)

ed in

Paesaggio agrario di rilevante valore” (lotto D),

Figura 10 - Linee guida per la valutazione degli interventi relativi allo sfruttamento di fonti energia rinnovabile

si evince la dichiarata NON COMPATIBILITA’ (NC) dell’impiantistica in oggetto;

7.   Le dimensioni elevate dei lotti e la necessità dichiarata di recintarli ai fini della sicurezza comportano:

    • un’irrimediabile e permanente deformazione ambientale in uno dei pochi contesti naturalistico-paesaggistico ancora integri e caratterizzati da grandi estensioni di terreni a vocazione agricola in prossimità di aree ripariali (fossi-fiumi). Basti pensare che le recinzioni si estenderanno per uno sviluppo lineare di quasi sette chilometri;
    • sebbene venga previsto un franco libero delle recinzioni da terra di 30 cm su un’altezza di 2 metri, queste costituiranno lo stesso, unitamente alle strutture interne, una barriera fisica alla ricca fauna locale ed un contrasto per il loro sostentamento e sviluppo: si rammenta che l’area in oggetto è interposta tra due aree a destinazione “Parchi archeologici e culturali” caratterizzate da habitat ripariale (fossi e fiumi);
    • la necessità espressa di sorveglianza attiva, i sistemi di allarme, l’illuminazione e, anche se in misura ridotta, i rumori dei sistemi elettrici comporteranno un ulteriore aggravio per la fauna locale, oltre che un inevitabile disturbo ai residenti ed alle attività agrituristiche finora abituati al naturale silenzio della zona ed alla assenza di fonti luminose;

8.   L’assoluta importanza che l’area oggetto di intervento impiantistico conservi la sua naturale specificità scaturisce anche da elementi consolidati a livello nazionale, regionale, provinciale e locale di tutela ambientale:

  • adiacenza a fossi e fiumi di rilevante interesse naturalistico (habitat ripariale);
  • vicinanza di appena qualche centinaio di metri da “Mola di Piscoli”, inserita quale “Monumento Naturale” nel parco “La Selva e Mola di Piscoli”.
Figura 11 - Area protetta: Selva di Paliano e Mola di Piscoli

9.   Le Linee guida del decreto legislativo 387/2003, nel recepire la direttiva europea 2001/77/CE, prevedono che le Regioni e le Province autonome, al fine di “tutelare l’ambiente, il paesaggio, il patrimonio storico e artistico, le tradizioni agroalimentari locali, la biodiversità e il paesaggio rurale” possano imporre limitazioni e divieti, con atti di tipo programmatorio e pianificatorio, per l’installazione di impianti fotovoltaici (FER), individuando aree non idonee, fra le quali ricadono le aree agricole interessate da produzioni agro-alimentari di qualità (produzioni biologiche, produzioni Dop, Igp, Stg, Doc, Docg, produzioni tradizionali) e/o di particolare pregio rispetto al contesto paesaggistico-culturale.

In merito si rimanda a quanto riportato al punto 6., in cui si evidenzia che, come espresso nelle “Linee guida per la valutazione degli interventi relativi allo sfruttamento di fonti energia rinnovabile”, Allegato 01 alla proposta di deliberazione consiliare n.59 del 15 febbraio 2021 (Link), adottate dalla Giunta Regionale con deliberazione n. 78 dell’11 febbraio 2021 (Link),  l’impiantistica in oggetto non risulta compatibile.

In considerazione del poco tempo reso disponibile per le osservazioni, a far data dalla pubblicazione sull’Albo Pretorio del Comune di Genazzano, ci riserviamo di integrare ulteriori note e/o documenti sino alla data di convocazione della Conferenza dei Servizi.

Genazzano, lì  10 aprile 2021

Consiglieri comunali:      
Gruppo Consigliare  “Cittadini in Movimento Per Cambiare” Gruppo Consigliare  “Genazzano in Comune”

Antonio Tullio Brigida

Alessandro Petrucci

Franco Bezzi

Roberto Eufemia

Nostre “Osservazioni” in formato PDF

Istanza di VIA della società “OTTABIANO SRL”, trasmessa il 20/12/2020:

29/12/2020 – Comunicazione da parte della Regione Lazio a tutti gli Enti dell’attivazione della procedura di VIA per l’espressione del parere di competenza.

Link AREA VIA Regione LAZIO:

https://regionelazio.app.box.com/v/VIA-132-2020

Box dedicato alla pubblicazione degli elaborati di progetto e dello studio di impatto ambientale. Il box viene costantemente aggiornato.

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