News: ricapitalizzazione di “Minerva Scarl”

L’ Amministrazione
butta nella “spazzatura”
i soldi e i beni dei genazzanesi.

Dopo pochi mesi dall’inizio della gestione per la raccolta e smaltimento rifiuti, la società Minerva è già a rischio liquidazione per eccesso di debiti rispetto al capitale sociale.

Per non farla fallire, i comuni soci, tra cui Genazzano, dovranno procedere ad una ricapitalizzazione per almeno 1 milione di Euro con denaro liquido e beni immobili.

Se questo dovesse avvenire, Minerva procederà all’acquisto del ramo d’azienda, in perdita, da Lazio Ambiente ed i Genazzanesi, quasi certamente, non vedranno diminuire i costi della TARI e dovranno sostenere per decine di migliaia di Euro questa ricapitalizzazione con i propri soldi e la cessione di immobili comunali.

Il tutto quando Comuni a noi vicini come Cave e Olevano Romano, che non hanno aderito a Minerva, si ritrovano con un servizio migliore, il mantenimento del personale operativo (ex Lazio Ambiente), tariffe più basse e nessun esborso di denaro o immobili pubblici ceduti a Minerva. Società che rischia il fallimento come quelle che l’hanno preceduta: Lazio Ambiente e Gaia.

Denunciamo con forza, quale gruppo di opposizione, l’assoluta  mancanza di trasparenza, nelle pratiche in atto, da parte dell’amministrazione, avendo il Sindaco espresso parere favorevole già per ben 2 volte sulla ricapitalizzazione nelle assemblee dei soci del 13/02/2020 e del 28/04/2020, arrivando ad individuare anche gli immobili comunali da cedere.

Tutto questo, tenendo all’oscuro da oltre 4 mesi opposizione e cittadini.

La società Minerva, voluta fortemente dal sindaco del PD Sanna di Colleferro (comune che detiene la quota maggioritaria), è subentrata a Lazio Ambiente Spa nella raccolta e smaltimento dei rifiuti. Minerva, nata senza iscrizioni agli Albi, know-how, mezzi, attrezzature e “capitali”, ha affittato da Lazio Ambiente Spa il ramo d’azienda senza nessuna valutazione economica, pur essendo questo in perdita. Così, prima pagavamo il servizio a Lazio Ambiente, oggi paghiamo lo stesso servizio, con lo stesso contratto (peraltro scaduto) a Minerva ma con l’aggiunta dei canoni di affitto a favore di Lazio Ambiente. Che genialità !!!

Lazio Ambiente Spa, di proprietà della Regione Lazio, era stata messa sul mercato, ma con i suoi bilanci fallimentari (come per la società Gaia che l’aveva preceduta) nessuno si era minimamente sognato di acquistarla.

Minerva era stata presentata, a loro dire, con un progetto nuovo ed un piano economico finanziario pluriennale che doveva garantirne la sostenibilità, l’efficienza e l’efficacia necessari per una società “In house”. Tale piano era stato anche asseverato da un istituto bancario.

Ora, ai Comuni soci, tra cui Genazzano, viene richiesto di integrare il capitale sociale per decine di migliaia di Euro e con immobili da cedere a fondo perduto.

Come interpretare questa richiesta su un progetto appena presentato?

Le ipotesi sulla necessità di ricapitalizzazione, a fronte delle perdite, per evitare la messa in liquidazione della società, sono solo due: o coloro che hanno redatto ed approvato il piano sono degli assoluti incompetenti, oppure si è volutamente nascosta l’incongruenza per evitare che i Comuni (ex Lazio Ambiente) non aderissero, così come hanno fatto Cave e Olevano Romano che oggi si ritrovano un servizio migliore, il personale operativo assunto, tariffe che possono scendere (cosa che a Genazzano, in base al piano di Minerva, non può avvenire per almeno 8 anni), e nessun soldo o immobile pubblico da cedere ad una società (Minerva) che ha tutti i presupposti per un possibile fallimento, visto che, a detta dello stesso amministratore Ciacci, è una piccola società che si dovrà appoggiare a competenze migliori quali la “Multiservizi dei Castelli di Marino spa” di Marino o la “Volsca Ambiente e Servizi spa” di Albano Laziale, Lariano e Velletri (società anch’esse “in house” – ossia, aziende pubbliche in forma societaria).

Questo comportamento è intollerabile in quanto mira a portare in Consiglio comunale la cosa solo ad operazione praticamente conclusa per ottemperare agli obblighi di legge.

In un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo è inaccettabile che si possano impegnare risorse pubbliche senza che venga fatta un’attenta analisi di costi-benefici con il contributo di tutti e, in questo caso, il consenso della popolazione.

Ci sono alternative a Minerva che possono rappresentare vantaggi economici per i cittadini, a parità di servizi, e che non erodono il patrimonio immobiliare comune. Queste devono, obbligatoriamente, essere prese in considerazione.

Soprattutto per i rischi di perdita totale in caso di fallimento di Minerva. Ipotesi da tener ben presente visto che fallimentari sono state le due precedenti gestioni: Lazio Ambiente e Gaia. 

Genazzano, 14/07/2020

La redazione

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