Consiglio Comunale del 30 dic. 2019


Ordine del giorno del Consiglio Comunale
convocato in seduta straordinaria il 30 dicembre 2019 alle ore 17:30.

Si riportano di seguito le due mozioni, avanzate dal gruppo consiliare “Patto sociale per Genazzano” (gruppo di maggioranza), approvate all’unanimità dal Consiglio Comunale successivamente alle modifiche ed integrazioni da noi proposte .

Rilevante il risultato ottenuto con le nostre integrazioni alla mozione sulla discarica in quanto, rispetto alla mozione originaria,

l’Amministrazione di Genazzano si impegna ufficialmente, col sostegno di tutto il Consiglio Comunale, a che la discarica venga chiusa definitivamente e che “……. non dovrà essere resa disponibile nemmeno come discarica di servizio per qualsivoglia attività collegata ad impianti industriali di trattamento rifiuti.


Inoltre, su nostra proposta, appoggiata dalla consigliera di “Genazzano in Comune”, il Sindaco ha dato parere favorevole alla registrazione audio della seduta ed alla messa agli atti della stessa in forma pubblica.


 


 
 MOZIONE SEGRE

Consiglio Comunale del 30.12.2019
PUNTO ODG: “Mozione Segre” ed Inserimento nello Statuto Comunale, dei valori e principi antifascisti come previsto dalla mozione antifascista approvata nella seduta del Consiglio Comunale del 30.03.2019.

PREMESSA

Visti i recenti fatti avvenuti nel Parlamento Italiano rispetto alla Commissione contro l’odio, il razzismo e l’antisemitismo proposta dalla Senatrice Liliana Segre;

Viste le recenti minacce ricevute dalla Senatrice Liliana Segre, che hanno indotto lo Stato Italiano ad assegnare una scorta ad una sopravvissuta dell’olocausto;

Visti i recenti fatti intimidatori e le aggressioni di stampo fascista, contro luoghi di socializzazione e di cultura avvenuti in diversi luoghi in Italia;

Visti i numerosi fatti che in Europa stanno portando ad un risveglio dell’antisemitismo e dell’odio razziale;

E’ nostra intenzione lanciare un forte segnale, che ribadisca ancora una volta, l’avversione ad ogni forma di fascismo, odio, razzismo e forme intimidatorie e di aggressione, anche verbali, verso chi difende i valori della Costituzione Italiana e mantiene memoria delle atroci sofferenze patite dal popolo ebraico nel corso del XX° Secolo.

IL CONSIGLIO COMUNALE DI GENAZZANO intende esprimere sostegno e solidarietà alla senatrice Liliana Segre che, con una mozione presentata nell’aula del Senato, ha proposto di istituire una commissione straordinaria “per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza”, non ottenendo il voto unanime dall’aula, ed essendo vittima essa stessa di un campagna di odio antisemita on line.

CONSIDERATO

– che la proposta della Senatrice intende essere un atto politico senza distinzione di colore o appartenenza politica, in quanto il contrasto a tali fenomeni deve essere parte del patrimonio culturale, sociale e politico dell’Italia;
– che la diffusione di messaggi e campagne di odio e violenza on line sono sempre più diffuse e usate come veri e propri strumenti comunicativi ed innescano spirali di violenza non solo verbale, alimentando ignoranza e superficialità nelle persone;
– che l’antisemitismo, il razzismo, ogni forma di violenza e disprezzo, la faziosità, perpetrati ai danni di minoranze, singoli o gruppi di persone, costituiscono un pericolo per la democrazia e per il vivere civile;
– che non debbano esserci dubbi in ogni luogo sulla necessità di un impegno nel contrasto alla violenza e all’odio antisemita e ai fenomeni di intolleranza.

IL CONSIGLIO COMUNALE

accogliendo l’invito del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a “non abbassare mai la guardia” e “non sottovalutare i tentativi che negano o vogliono riscrivere la storia contro l’evidenza, allo scopo di alimentare egoismi, interessi personali, discriminazioni e odio”

ESPRIME
– sostegno e solidarietà alla Senatrice a vita Liliana Segre;
– piena condivisione sulla necessità di contrastare i fenomeni di intolleranza, faziosità, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza, in tutte le forme e i modi possibili, impegnandosi in tal senso.


Doc. ufficiali: atto + allegato + nota di pubblicazione  PDF

 


 

Mozione sulla chiusura della discarica di Colle Fagiolara

IL CONSIGLIO COMUNALE

PREMESSO CHE la situazione della Valle del Sacco e dei territori comunali ivi presenti
presenta le seguenti criticità:

  • nel secolo scorso la Valle del Sacco è stata oggetto di uno sviluppo industriale rilevante, che oltre a creare occupazione, ha causato notevoli problemi ambientali, ormai riconosciuti e ampiamente studiati;
  • tra i suddetti problemi vanno ricordati la  pessima qualità dell’aria, che caratterizza l’intera Valle ed un allarmante stato delle acque e dei suoli;
  • tale scenario, come ampiamente dimostrato dalla letteratura scientifica in materia, dagli studi effettuati e dalle indagini ambientali ed epidemiologiche condotte da Uffici regionali e nazionali, ha portato questo territorio ad essere tristemente famoso per l’incremento di alcune malattie, anziché per la produzione industriale;
  • nel 2005 con D.P.C.M. del 19 maggio recante “Dichiarazione dello stato di emergenza nel territorio tra le province di Roma e Frosinone, in ordine alla situazione di crisi socio-economico-ambientale”, il Governo ha dichiarato lo stato di emergenza ambientale nella Valle del fiume Sacco, a causa del verificarsi di un grave episodio di inquinamento dovuto al rinvenimento di una sostanza nociva, denominata Lindano (betaesaclorocicloesano), nel latte prodotto dagli allevatori delle zone prospicienti il territorio in questione;
  • attualmente ancora si discute di bonifica del fiume Sacco ed i contaminanti in esso disciolti vanno dai metalli ai pesticidi, tra cui il pericoloso lindano tossico e cancerogeno;
  • il nuovo perimetro del SIN Fiume Sacco è stato individuato a seguito di un complesso procedimento amministrativo che ha visto il coinvolgimento del Ministero dell’Ambiente e del Territorio e del Mare (MATTM), della Regione Lazio e dell’ARPA Lazio tramite percorso di consultazione pubblica, con la partecipazione di 20 Amministrazioni locali e più di 200 tra soggetti pubblici e privati, a vario titolo interessati ed è stato approvato nel D.M. n. 321 del 22 novembre 2016;
  • con tempi di bonifica probabilmente lunghissimi ed uno dei SIN più estesi e complessi d’Italia, i cittadini della Valle del Sacco sono costretti a vivere a contatto con sostanze pericolose, in un contesto nel quale anche la qualità dell’aria risulta compromessa;
  • la Valle del Sacco rispetto ad altri territori, è inoltre caratterizzata da condizioni meteo-climatiche sfavorevoli alla dispersione degli inquinanti e che, pertanto la posizione geografica del Comune di Colleferro contribuisce ad un peggioramento della qualità dell’aria-ambiente;
  • tutto ciò spiega, secondo il Rapporto ERAS curato dal Dipartimento di Epidemiologia SSR–Lazio, da ARPALAZIO e dalla Direzione Regionale Attività Produttive e Rifiuti della Regione Lazio, perché la quantità di rifiuti smaltiti presso i termovalorizzatori di Colleferro è paragonabile ad altri siti (S.Vittore), mentre il carico emissivo in termini di PM10 e NOx è sostanzialmente maggiore;

CONSIDERATO CHE nel Comune di Colleferro:

  • sono presenti i seguenti impianti industriali e fattori emissivi:
    • sito industriale del Comune di Colleferro, collocato a ridosso del centro abitato, che vede la presenza di un cementificio e una centrale elettrica;
    • Autostrada A1;
    • discarica di proprietà del Comune di Colleferro e gestita da Lazio Ambiente S.p.A.;
    • inceneritori, della E.P. Sistemi S.p.A. e Lazio Ambiente S.p.A. e siti nel perimetro del sito di interesse nazionale (SIN), si inseriscono in un contesto ambientale fortemente compromesso dall’inquinamento “storico”; 
  • già prima della costruzione degli impianti di incenerimento, la ASL RM/G di Colleferro – Dipartimento di Prevenzione – nel marzo 1999, rilasciò parere contrario alla loro installazione, a causa della presenza di numerose fonti emissive di origine industriale e dello stato dei suoli e delle falde, inquinate da anni di sversamenti incontrollati di sostanze pericolose per la salute umana, in particolare nel gennaio 1990 da un’indagine congiunta dei Servizi di Igiene Pubblica e della Guardia di Finanza, furono evidenziate ampie aree all’interno del perimetro industriale (ex BPD) utilizzate per molti anni per lo smaltimento di rifiuti industriali;
  • per quanto riguarda gli aspetti epidemiologici, si ricorda lo studio ERAS, che aveva lo scopo di verificare il possibile impatto epidemiologico degli impianti di raccolta, trasformazione e smaltimento rifiuti ubicati nella Regione Lazio sulla salute della popolazione esposta alle emissioni di tali impianti. Nello studio si evidenzia che dopo l’entrata in funzione nel 2003 dei due impianti di incenerimento di Colle Sughero, le ospedalizzazioni della popolazione per disturbi respiratori sono aumentate, in particolare riguardo i residenti in aree identificate dai valori massimi di PM10 emesso dagli impianti, lo studio sostiene pertanto l’opportunità di effettuare una continua sorveglianza epidemiologica della popolazione residente nelle aree vicine ai termovalorizzatori;
  • gli inceneritori presenti hanno da sempre bruciato rifiuti provenienti maggiormente da impianti siti fuori dal territorio del Comune di Colleferro ed a servizio, quindi, di altri bacini territoriali così come la discarica di Colle Fagiolara ha accolto rifiuti di un bacino sempre più ampio;

VISTE le normative ambientali in materia di seguito elencate:

  • D. Lgs. 152 del 3 aprile 2006 e s.m.i. concernente “Norme in materia ambientale” nel quale:
    • l’Art. 196, comma 1 stabilisce le competenze delle Regioni, tra queste quella di definire, sentite le province e i comuni, il piano di gestione dei rifiuti;
    • l’Art. 197, comma 1 stabilisce che è di competenza delle Province laprogrammazione ed organizzazione del recupero e dello smaltimento dei rifiuti a livello provinciale, nonché sentiti […] i comuni, delle zone idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti, nonché delle zone non idonee alla localizzazione di impianti di recupero e di smaltimento dei rifiuti;
    • l’Art. 182-bis definisce i principi di autosufficienza e prossimità con cui devono essere organizzate le scelte impiantistiche dei singoli comuni;
  • in sintesi sono i Comuni, che tramite le Province, comunicano alla Regione le aree
    idonee per la localizzazione degli impianti di smaltimenti dei rifiuti nel rispetto del principio di autosufficienza e prossimità;

RILEVATO CHE il Comune di Roma Capitale:

  • non ha mai comunicato, né all’Area Metropolitana né alla Regione Lazio le aree da utilizzare per realizzare i suoi impianti di gestione dei rifiuti;
  • l’unico atto rilevante che ha prodotto è il Piano di Gestione dei Materiali Post Consumo, approvato con Deliberazione Giunta Capitolina n.47 del 30 marzo 2017, che prevedeva 12 azioni e 5 progetti mai posti in essere dall’amministrazione romana;
  • si attesta a percentuali di raccolta differenziata con tasso di crescita in costante
    diminuzione:
    • 2013 RD pari a 29,69%
    • 2014 RD pari a 35,18% (+ 5,49%)
    • 2015 RD pari a 38,83% (+ 3,64%)
    • 2016 RD pari a 42,00% (+ 3,17%)
    • 2017 RD pari a 43,22% (+ 0,88%)

RILEVATO CHE il Comune di Roma Capitale:

  • non ha mai comunicato, né all’Area Metropolitana né alla Regione Lazio le aree da utilizzare per realizzare i suoi impianti di gestione dei rifiuti;
  • l’unico atto rilevante che ha prodotto è il Piano di Gestione dei Materiali Post Consumo, approvato con Deliberazione Giunta Capitolina n.47 del 30 marzo 2017, che prevedeva 12 azioni e 5 progetti mai posti in essere dall’amministrazione romana;
  • si attesta a percentuali di raccolta differenziata con tasso di crescita in costante diminuzione:
    • 2013 RD pari a 29,69%
    • 2014 RD pari a 35,18% (+ 5,49%)
    • 2015 RD pari a 38,83% (+ 3,64%)
    • 2016 RD pari a 42,00% (+ 3,17%)
    • 2017 RD pari a 43,22% (+ 0,88%)

ciò è dovuto ad un costante impegno delle Amministrazioni nell’introduzione del sistema di raccolta porta a porta;

  • si sono in alcuni casi dotati di società pubbliche in house per gestire i servizi di igiene urbana facendo, inoltre, proposte impiantistiche per risolvere le criticità di gestione dei rifiuti dei propri territori;

TENUTO CONTO della seguente tabella riassuntiva elaborata a partire dai dati del catasto
dei rifiuti di ISPRA per le seguenti tipologie di rifiuto:

  • RU – Tonnellate Rifiuti Urbano totali
  • RD – Tonnellate Rifiuti Differenziati
  • RInd – Tonnellate di Rifiuti Indifferenziati

dove “Area Metropolitana” rappresenta l’Area Metropolitana escluso il Comune di Roma Capitale riportato nella relativa voce:

si evidenzia come la produzione di rifiuto indifferenziato nell’Area Metropolitana sia in costante decrescita nell’Area Metropolitana mentre il Comune di Roma Capitale presenta una riduzione sempre meno marcata. A ciò si aggiunge l’evidente squilibrio nella produzione totale di rifiuti indifferenziati che nell’anno 2017 sono per il 76% prodotti dal Comune di Roma Capitale. Risulta per tanto iniquo stabilire che le discariche potenzialmente in grado di accogliere gli scarti derivanti dal trattamento dei rifiuti indifferenziati debbano trovarsi nell’Area Metropolitana invece che nel Comune di Roma Capitale che ne è il principale produttore;

CONSIDERATO CHE al fine di ottenere una buona riuscita del sistema di raccolta rifiuti:

  • è indispensabile effettuare una capillare e corretta informazione, ma soprattutto sensibilizzare la cittadinanza alla riduzione e differenziazione dei rifiuti stessi;
  • risulta complicato condividere e trasferire ai cittadini le buone prassi necessarie per attivare un processo virtuoso di gestione dei rifiuti, con l’incombente presenza sul territorio di impianti a servizio di altri territori ed altre città che avrebbero tutte le carte in regola per dotarsi di proprie impiantistiche nel rispetto del principio di prossimità ed autosufficienza;

CHE la presenza della discarica su un territorio come quello della Valle del Sacco, in particolare limitrofa al territorio di Genazzano, aumenta il disagio sociale tra la popolazione e limita lo sviluppo socio-economico dell’area, causando a volte l’emigrazione di cittadini o di imprese in altri Comuni;

CHE in particolare a confine del sito della discarica di Colle Fagiolara, oltre al Monumento Naturale della Selva di Paliano, devastato negli anni dalla presenza della discarica, sta sorgendo uno dei più grandi poli logistici d’Italia, potenzialmente in grado di garantire un numero di posti di lavoro pari a 2000 unità più l’indotto, e che uno dei motivi della scelta del sito era la programmata chiusura della discarica di Colle Fagiolara al 31/12/2019, più volte ribadita dai comuni interessati oltre che dalla Regione Lazio e più recentemente dal Ministero dell’Ambiente;

VISTA la determina regionale 2 ottobre 2018, n. G12290 “Discarica di rifiuti non pericolosi in località Colle Fagiolara in comune di Colleferro – Determinazione Tariffa di accesso” che riporta nella relativa relazione tecnica che il termine di conferimento in discarica è il 31/12/2019 ed alla quale non risulta sia stato fatto alcun ricorso al TAR da parte del Comune di Roma Capitale;

CHE la presenza degli impianti di termovalorizzazione, ormai chiusi grazie all’impegno delle Amministrazioni comunali del territorio e le relative comunità, e della discarica nella Valle del Sacco non rappresenta in alcun modo l’idea di sviluppo del territorio e di gestione dei rifiuti sostenuta da questa Amministrazione comunale e che il modello da seguire è quello della raccolta differenziata spinta ed i relativi impianti di recupero di materia a servizio del relativo territorio;

CHE la Sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha più volte annunciato di voler trattare i propri rifiuti fuori dai confini di Roma Capitale, facendo spesso riferimento alla discarica di Colle Fagiolara, sita in un contesto ambientale delicato e, come in altri luoghi dell’Area Metropolitana, dove le Amministrazioni comunali stanno mettendo in campo gestioni virtuose dei rifiuti;

PRESO ATTO dell’ordinanza Presidente Regione Lazio n. Z00003 del 27.11.2019 che indica 7 azioni da ottemperare da parte del Comune di Roma Capitale e che, in relazione alle azioni punto 1 lettere a e b, la struttura tecnica composta da 3 rappresentanti individuati rispettivamente dalla Regione Lazio, dalla Città Metropolitana di Roma Capitale e da Roma Capitale ha prodotto un “Documento tecnico contenente gli elementi preordinati all’individuazione di uno o più siti, ovvero impianti, sul territorio di Roma Capitale, da destinare a operazione di smaltimento per i rifiuti derivanti dal trattamento dei rifiuti solidi urbani (EER 19.12.12, 19.05.01, 19.05.03);

CHE in detto documento vengono individuati 7 siti idonei ed esistenti da utilizzare come impianto di discarica all’interno dei confini del Comune di Roma Capitale tra cui l’amministrazione capitolina dovrà scegliere;

CHE sono in corso valutazioni tra il Comune di Roma Capitale e la Regione Lazio per l’individuazione di uno o più siti/impianti di smaltimento sul territorio di Roma Capitale;

Per quanto premesso impegna il Consiglio Comunale a:

  1. Manifestare, per le motivazioni su richiamate, la propria chiara e forte contrarietà, al conferimento degli scarti e di qualsiasi rifiuto avviati a smaltimento presso la discarica di Colle Fagiolara a far data dal 15 gennaio 2020, in forza dell’Ordinanza Presidente Regione Lazio n. Z00003 del 27.11.2019, data a partire dalla quale dovranno essere avviati da parte delle Amministrazioni competenti tutti i provvedimenti formali e definitivi comprendenti il piano di chiusura e piano di gestione post-mortem;
  2. Impegnare l’Amministrazione Comunale in ogni opportuna sede, sia legale, sia amministrativa, sia politica, per garantire:
    1. la tutela della salute pubblica e dell’ambiente della Valle del Sacco e del Comune di Genazzano;
    2. l’applicazione dei principi di autosufficienza e prossimità;
    3. che si adotti, per le motivazioni anzidette, un ciclo di gestione dei rifiuti integrato e fondato sull’economia circolare all’interno del Comune di Roma Capitale distinto da quello della restante Area Metropolitana;
    4. il termine del conferimento di rifiuti destinati allo smaltimento presso la discarica di Colle Fagiolara a far data dal 16 Gennaio 2020; da tale data la discarica stessa non dovrà essere resa disponibile nemmeno come discarica di servizio per qualsivoglia attività collegata ad impianti industriali di trattamento rifiuti.

Genazzano lì 30/12/2019

Doc. ufficiali: atto + allegato + nota di pubblicazione  PDF

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