Il Dominus dell’Amministrazione e ancora Minerva

Resoconto Consiglio Comunale di martedì 30/07/2019

Gruppo Consiliare “CAMBIARE” -30/07/2019

Questo Consiglio Comunale è stato significativo in quanto ha evidenziato chi effettivamente gestisce la macchina amministrativa sotto tutti i profili: l’assessore Angelo Morelli.
Su tutte le problematiche sollevate dal nostro gruppo, ha risposto praticamente sempre e solo Lui, gli Altri “non pervenuti”, Sindaco compreso.

L’assessore Morelli ha difeso le scelte fatte dall’amministrazione da protagonista assoluto:

Mensa Scolastica

Per il bando gara della mensa della durata di 5 anni ha affermato essersi trattato di un provvedimento di necessità ed urgenza, dichiarando, bontà Sua, che invece di appaltare il servizio per 5 anni si potrà vedere se appaltarlo ( solo) per 3 anni.

Il consigliere Zambon, l’unica volta che ha parlato, ha proposto che per 3 anni (se va per i 3 anni) possiamo parlare di come impostarla . . . tra “3 anni” (geniale veramente!).

Così, l’apprezzabile apertura dell’ assessore Silvi, al precedente Consiglio Comunale, per la realizzazione di una mensa locale e con prodotti locali, va letteralmente a farsi friggere ed i bambini, anche in considerazione della recente sentenza della Cassazione, dovranno per forza mangiare (se li mangiano) perlopiù prodotti alimentari industriali, senza poter neanche portare da casa un panino. Da sottolineare l’assenza della Silvi;

Illuminazione Pubblica

Per l’illuminazione pubblica, sempre l’assessore Morelli, ha difeso la scelta del project financing (N.d.R.: fatta dalla precedente amministrazione) che praticamente corrisponderà ad un prelievo per 20 anni di soldi dalle tasche dei cittadini di Genazzano. Ossia project dell’Amministrazione e financing con i soldi nostri, per far arricchire una società francese alla quale è stato affidato l’appalto (con escamotage del project financing) e chi ci ha girato e ci gira intorno. Senza alcuna remora nel riconoscersi incapaci di una diversa gestione dell’interesse pubblico dei Genazzanesi visto che questo tipo di opere è finanziato fino al 100% da Stato e Comunità Europea; (N.d.R.: al riguardo uscirà un approfondimento in quanto stiamo richiedendo tutta la documentazione);

Ninfeo

Si è discusso sull’utilizzo di un finanziamento di circa 70.000 euro e un nostro consigliere ha esposto le problematiche correlate alla mancata osservanza delle prescrizioni della Soprintendenza per i Beni Archeologici . La consigliera Ciprotti (lista “Genazzano in Comune”) è intervenuta sull’argomento richiedendo alcuni interventi a tutela del monumento. Anche qui, chi ha parlato non è stato certamente l’assessore Lucci (per competenza), ma sempre Angelo Morelli (per correttezza bisogna però dire che Questi ha provato a far parlare il Lucci, tentativo non riuscito) ha affermato che sono soldi destinati a consolidare le parti pericolanti del monumento. Certamente, ha detto, sono pochi ed effettivamente considerando progettazione, direzione lavori e sicurezza (speriamo non affidati ai soliti noti), ecco che la cifra è bella che dimezzata. Peraltro, il consigliere Zambon ha esposto che parte di questo finanziamento verrà destinato per la progettazione di, eventuali, futuri interventi;

Minerva

Su Minerva (N.d.R.: neo Società per la raccolta, smaltimento e trattamento dei rifiuti urbani) si è raggiunto il massimo. Prima hanno approvato la variazione di bilancio per una quota di finanziamento infruttifero per l’avviamento e start up del Consorzio, e alla fine vi è stata l’approvazione del protocollo sul cosiddetto controllo analogo. Come dire, all’opposizione, sappiate che su Minerva si va avanti in ogni caso. Naturalmente, anche qui, chi ha tenuto banco è stato l’assessore Morelli, tutto secondo la linea dell’amministrazione Ascenzi Fabio & Company. Agli interrogativi avanzati dal nostro gruppo consigliare l’assessore ha risposto che la loro è una scelta fatta nell’ottica dell’interesse pubblico e ambientale perché Minerva, essendo un Consorzio di Comuni è più controllabile ( come hanno controllato, in passato, Gaia e Lazio Ambiente, pubblici allo stesso modo, ma fallimentari al massimo per le tasche dei cittadini).
Nulla ha risposto in merito allo sproporzionato sovradimensionamento degli impianti previsti rispetto ai Comuni che fanno parte del Consorzio Minerva (circa 10 volte maggiore), con possibilità ulteriore di aumento modulare degli stessi. Ha parlato enfaticamente della salvaguardia dei posti di lavoro senza dire, però, che il nostro Comune dovrà sborsare ogni anno quasi mezzo milione di euro in tal senso e che il rapporto tra la spesa che il nostro Comune sosterrà ed il personale della costituenda Minerva che opererà a Genazzano risulterà assolutamente deficitario e che inoltre
sproporzionato risulterà anche essere il tentativo di inserire una quota esorbitante di personale amministrativo e non operativo (solita logica clientelare, tanto paga pantalone!).
Sulla prevista lavorazione di rifiuti anche per conto terzi ha solo detto che non saranno accettati I rifiuti di Roma, ma se provengono da tutta la Provincia si può fare (tanto per quelli di Roma ci sarà il Mega Compound della Regione da 500.000 tonnellate annue, probabilmente il più grande
d’Europa).

Sull’impianto a biometano da 40.000 tonnellate, che di base è un impianto a biogas, non ha risposto, sapendo bene di poter essere smentito rispetto a quello che sosteneva ai tempi della protesta popolare che aveva costretto l’amministrazione Ascenzi a fare marcia indietro sui due impianti che volevano far nascere a Genazzano. Ora lo fanno qualche chilometro più in là e per loro va bene.
Certamente, l’impianto a biogas, essendo più vicino a Colleferro, sarà anche più comodo per raccogliere le biomasse che crescono intorno al
Sacco ed alle zone dove sono stati interrati i rifiuti tossici per anni. Però poi il compost che si ricava devono portarselo a casa loro e ci coltivano quello che gli pare sopra e se lo mangiano loro.

Altrettanto silenziosamente ha votato sempre a favore l’assessore Lucci che, in tempi non sospetti, dichiarava:

“. . . . . . . . . «Occorre ragionare insieme, e capire che la strategia di riconversione della valle del sacco entra nel progetto del piano dei rifiuti che aveva fatto la Polverini e che Zingaretti si appresterà a ratificare se non a peggiorare. Lo smaltimento dei rifiuti romani verso la provincia è una realtà oramai conclamata, in un cerchio di dieci chilometri ci sono decine di biogas e inceneritori a biomasse. I tristemente famosi cento metri dall’argine del fiume Sacco, sono inquinati dal Lindano e dal beta-esacloro-cicloesano 2000 volte il valore limite, è un pesticida. Il trattamento dei territori inibiti alla coltivazione (https://difesadelpaesaggio.wordpress.com/lavalle- del-sacco-avvelenata/) verranno, con il progetto di riconversione, bonificati con la piantagione di alcune specie di vegetali tra i quali i pioppi che succhieranno le sostanze inquinanti per poi essere tagliati e bruciati negli impianti a biomasse. Subiaco e altri paesi della valle dell’Aniene hanno già accettato e approvato alcuni progetti di inceneritori a biomasse. Immagino che non sia fantascienza pensare questo, i risultati dei fumi saranno carichi di queste sostanze tossiche che andremo a respirare. E’ lecito difendere il proprio territorio e prima ancora la propria vita, unica e insostituibile? O pensate davvero che sia soltanto un problema di Genazzano?
Paliano ha, nel vecchio tabacchificio, in corso lo studio di un progetto di Biogas di oltre 50.000 tonnellate annue. Siamo accerchiati da questi nazisti che in ritirata, come a Sant’Anna ci mettono tutti in ginocchio e ci fucilano in modo, come dire, indolore. Le strategie sono due, e sono incontrovertibili, la prima, ripeto, è la riconversione della valle del Sacco, la seconda è Roma, non avendo trovato un sito unico (vedi Corcolle), satura Malagrotta, Roma deve smaltire i propri rifiuti e lo fa appestando la provincia, che non riesce a mettersi a sistema per difendersi il territorio. Siamo proprio un paese strano, riusciamo a farci del male con un masochismo inaudito. È naturale che in Europa ci prendano per dei cretini conclamati.
. . . . . . .» . Dalla Campagna di Genazzano – 6 aprile 2013 – Massimiliano Lucci” – (l’articolo completo lo trovate qui https://difesadelpaesaggio.wordpress.com/genazzano-e-linceneritore-del-gas/.

Cosa pensare ?
E’ possibile mutare le proprie convinzioni così facilmente ?……..
E per che cosa in cambio ? ………..
Ne vale proprio la pena? ……..

Compound dei Rifiuti a Colleferro

Infine, sempre il Morelli ha affrontato di striscio il tema del piano regionale rifiuti. Piano che nelle intenzioni di Zingaretti chiuderà il cerchio con la chicca del mega compound-distretto dei rifiuti a Colleferro, così da metterci una pietra sopra (non è molto chiaro se il sopra è sul piano rifiuti,
su Colleferro e paesi limitrofi o su entrambi, più probabile l’ultima).

Da Regione Lazio news: <<.. In particolare, attraverso la società Lazio Ambiente, la Regione punta a promuovere la realizzazione di un presidio industriale, dove verranno eseguiti processi di lavorazione per estrarre risorse dai rifiuti in uscita dai TMB, evitando così lo smaltimento in discarica o negli inceneritori. Il nuovo impianto potrà consentire anche l’eventuale declassamento dei TMB a semplici stazioni di tritovagliatura primaria e raffinazione delle matrici secche. Questo degradamento funzionale consentirà la cancellazione del processo di stabilizzazione della FOS nei TMB, con la conseguente eliminazione dei disagi olfattivi, il recupero delle aree interne e la valorizzazione ecologica ed economica. Nel presidio industriale si potrà ricavare dalla FOS il metano da trasformare in biofuel, gassoso o liquido, per autotrazione; il carbone da destinare ad impieghi civili e industriali; la biomassa da trasformare in biofuel liquido; quella da trasformare in substrati sostitutivi di torbe e quella mineralizzata per conglomerati inerti, mentre dagli scarti dei TMB si potrà ottenere plasmix da inviare a stampaggio; inerti da raffinare per reimpieghi civili e matrici da inviare a recupero nei circuiti dedicati (cellulose, alluminio, banda stagnata, ecc.). “Un progetto che favorirà la costruzione di impianti altamente tecnologici, supererà in breve tempo il sistema della termovalorizzazione dei rifiuti, con l’obiettivo di centrare la “end of waste”- parole del presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: ciò che vogliamo fortemente, anche grazie alla collaborazione di tutti i Comuni della nostra regione è consentire al Lazio di essere all’avanguardia nel sistema dei rifiuti, un target che possiamo raggiungere proprio spegnendo finalmente il termovalorizzatore di Colleferro, iniziando la sua riconversione e continuando a investire ingenti risorse per la raccolta differenziata. Il presidio industriale verrà realizzato sempre a Colleferro, dove sarà avviata la dismissione dell’attuale struttura>>. Link articolo integraleripreso da www.regione.lazio.it/rl_main/ ?vw=newsDettaglio&id=4643.

Ora, su questo scenario, l’assessore Morelli ha dichiarato che loro (in realtà lui per loro, visto che gli altri non hanno parlato, Sindaco compreso), non sono affatto d’accordo sul mega TMB da 500.000 tonnellate, che la cosa andrà ridiscussa con la Regione Lazio, va ridimensionata, eccetera, eccetera. Chiudendo ha praticamente detto, da 500.000 non se ne parla ma da 300.000 – 400.000 tonnellate, si può fare (poveri noi, in che mani siamo).
Sulla discarica di Colle Fagiolara ha detto che si chiuderà a dicembre 2019 o giù di lì. . . . Quel giù di lì non è piaciuto alla consigliera Ciprotti per la quale invece resta categorico, omettendo l’uno e non considerando l’altra che sia Minerva che il Compound – TMB hanno necessità della discarica di servizio
(come è previsto nei relativi piani industriali).

In conclusione,

non si capisce se l’Amministrazione è in confusione o colpevolmente partecipe ai piani della Regione Lazio e del Sindaco di Colleferro.

A parole dicono di voler valorizzare le risorse agricole del nostro territorio, di voler tutelare l’ambiente che ci circonda, nei fatti compartecipano alla svendita degli stesssi per il business dei rifiuti, mettendo, peraltro, a repentaglio la salute nostra e delle generazioni future su tutto il nostro territorio, anzichè intraprendere immediatamente tutte le iniziative a difesa degli interessi di Genazzano. Iniziative che verranno precluse con l’adesione al Consorzio Minerva.

E’ da tener presente che tra tutte le pericolosità insite nella loro idea di sviluppo di Colleferro quale Futura Città dei Rifiuti, il biogas ed il mega TMB saranno micidiali:

il “compost” sparso sui campi porterà con sé sostanze tossiche e batteri pericolosi per la salute per secoli, stessa cosa per l’impianto TMB che produce il cosiddetto CSS (combustibile solido secondario) non più classificato come prodotto da rifiuti e quindi vendibile, come fosse normale legna o carbone, per essere bruciato soprattutto nei cementifici. Guarda caso a Colleferro ce n’è uno disponibile. Solo che bruciando questo CSS (che è sempre prodotto da rifiuto con dentro di tutto), in un impianto non creato per bruciare rifiuti, si spargono sul territorio più inquinanti degli stessi inceneritori. In particolare, mercurio e piombo che non sono per niente trattenuti dai filtri di questi impianti.
Immaginatevi lo scenario: voler produrre prodotti agricoli di qualità, e quando diciamo Genazzano venire associati a Colleferro Città dei Rifiuti.
Attualmente, dalle rilevazioni effettuate dall’Arpa (Regione Lazio), la qualità dell’aria di Genazzano è come quella di Colleferro. Figuriamoci cosa avverrà se questi vanno avanti con i loro progetti.

Il Sindaco è responsabile della salute dei cittadini.

Non può e non deve chiudere gli occhi e tapparsi le orecchie e farebbe anche bene a riprendersi autorevolmente la parola.

Chiediamo di nuovo, con forza, al Sindaco e ai Consiglieri di Maggioranza di agire a tutela degli effettivi interessi di Genazzano e di trovare il coraggio per uscire da un Consorzio che già mostra tutti i suoi limiti in un contesto di devastazione ambientale.

Per parte nostra, al permanere dell’Amministrazione su posizioni miopi e dannose per il Nostro Paese, attiveremo costanti iniziative di contrasto e costituiremo un Comitato Promotore per un referendum che porti i Genazzanesi ad esprimersi democraticamente sul loro futuro e su quello dei propri figli e ne chiediamo l’attivo sostegno.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *