Il CAOS e L’INCAPACITA’: LA GIOSTRA DELLA MONNEZZA

(Volantino del 7 luglio 2019)

La Giostra della monnezza

​La precedente Amministrazione di Genazzano guidata dal sindaco Ascenzi, immemore dello scandaloso epilogo della società Gaia S.p.A. e della successiva fallimentare esperienza di Lazio Ambiente S.p.A., con pervicace ostinazione ha deciso di aderire nel 2018 al Consorzio per la gestione dei rifiuti “Società Minerva Scarl” che vede come capofila il comune di Colleferro nel cui territorio è ubicata la discarica di Colle Fagiolara e due inceneritori attualmente non attivi. La durata prevista per tale società è di almeno 42 anni!

Il comune di Colleferro, con cui Genazzano confina territorialmente, e più in generale la Valle del Sacco sono stati dichiarati SIN (Siti di Interesse Nazionale) per il gravissimo tasso di inquinamento ambientale legato ad uno sviluppo industriale che storicamente ha utilizzato il territorio a suo uso e consumo, incurante delle nefaste ricadute sull’ambiente e sulla salute delle persone.

E’ risaltata sempre di più negli anni l’incapacità da parte della Regione Lazio e del Comune di Roma di pianificare e attuare, per gli ambiti di rispettiva competenza e responsabilità, piani integrati, efficaci e virtuosi di gestione del ciclo dei rifiuti. Prova ne sia il fatto che la Regione Lazio è inottemperante alla Legge per quanto attiene agli ATO (Ambiti Territoriali Ottimali) per la gestione dei rifiuti urbani, in quanto, pur avendoli individuati (nel 2012 !), non ha poi provveduto alla costituzione dei predetti, mantenendo, di fatto, la Regione in uno stato di ricorrenti fasi emergenziali di cui l’ennesimo episodio si sta rappresentando in questi giorni con l’invio dei rifiuti accumulati da settimane a Roma a vari impianti del Lazio tra cui la discarica, ormai pressoché satura, di Colle Fagiolara di Colleferro.

Una soluzione vergognosa che, ancora una volta, mostra il disprezzo e il razzismo culturale con cui viene trattato il territorio da parte di una classe dirigente che appare incapace di cogliere la drammaticità della situazione e l’impatto destruente che tali scelte comportano sull’ambiente, la storia, il patrimonio culturale e l’economia dei distretti locali limitrofi che vengono via via omologati a territori d’uso della Metropoli Capitolina.

Genazzano ha aderito al consorzio Minerva insieme a solo altri 6 comuni: Colleferro, Carpineto R.no, Labico, Nemi, Gavignano, Gorga e detiene, in tale consorzio, una quota di circa il 12%. Appare fin troppo chiaro che l’Amministrazione Ascenzi ed il PD locale hanno commesso un grave errore: Genazzano è l’unico paese della nostra zona che ha aderito al consorzio: Paliano, Olevano R., Bellegra, San Vito, Cave, Palestrina e persino Valmontone, giustamente e in maniera avveduta, si sono mantenuti ben distinti e distanti da un progetto pericolosamente basato su un unico studio di fattibilità, che appare ad un esame appena appena approfondito del tutto inutile se non dannoso per Genazzano e su un parere pro-veritate di un giurista che assevera “ …alla quale i Comuni partecipanti al capitale sociale possano affidare in via diretta il servizio di igiene urbana e ambientale (!!)”. Non sarebbe stato più appropriato esperire ulteriori indagini conoscitive e comparative con aziende che operano nel settore dei rifiuti? Possibile che gli amministratori dei Comuni non aderenti abbiano preso lucciole per lanterne, facendosi sfuggire l’opportunità di aderire a Minerva?

Si badi bene, il Consorzio Minerva non curerà solo la raccolta e trasporto dei rifiuti ed il servizio di igiene urbana bensì realizzerà e gestirà a Colleferro un impianto, per il trattamento dell’indifferenziato, per il trattamento secco da differenziata multimateriale, per il trattamento umido con digestione anaerobica e compostaggio e per il trattamento RAEE, che risulta assolutamente sproporzionato nelle dimensioni per i Comuni del Consorzio (spesa prevista Euro 39.500.000,00 al netto dei costi di esproprio/ accordo bonario dei terreni per la realizzazione degli impianti) e che quindi diventerà un centro per il trattamento di rifiuti di una parte di Roma e della ex-provincia.

Al contempo la Regione Lazio ha previsto e delibererà definitivamente, con il nuovo Piano Rifiuti Regionale a fine mese, la progettazione e costruzione a Colleferro di un compound industriale che dovrà avere una capacità ricettiva di almeno 500.000 tonnellate/anno di FOS (Frazione Organica Stabilizzata) e scarti non combustibili per il loro recupero in materie prime seconde. Un mostro industriale spaventoso che servirà pressoché esclusivamente al trattamento dei rifiuti urbani indifferenziati prodotti da Roma Capitale in palese contrasto con i principi di autonomia e prossimità nella corretta ed adeguata gestione del ciclo dei rifiuti sanciti dalle norme. Sottolineiamo che la progettazione del “compound” è stata affidata dalla Regione Lazio a Lazio Ambiente S.p.A., benché la stessa Regione Lazio abbia, ormai da tempo, deliberato sulla volontà di alienare le quote possedute in suddetta S.p.A.. 

Quindi a Colleferro, come conseguenza della costituzione del Consorzio Minerva e della decisione della Regione Lazio di allocare in detto Comune (in contiguità con la discarica di Colle Fagiolara !!) il “compound industriale”, dovrebbero a breve sorgere due complessi per il trattamento dei rifiuti: un mega-distretto della monnezza romana!!. Non è inverosimile che, stante la prospettata necessità di alienazione da parte della Regione Lazio di Lazio Ambiente S.p.A. e considerando che è previsto, da parte della Stessa, di “… individuare ed avviare un processo di aggregazione con altro operatore del settore e la successiva cessione delle quote ai comuni del territorio di riferimento”, il Consorzio Minerva, alla fine, assorba tutto e naturalmente anche la costosissima gestione post-mortem della discarica, strapiena, di Colle Fagiolara, magari con un primo contributo iniziale iscritto a bilancio della Regione Lazio.

In ogni caso, dette realizzazioni costituiscono una scelta ingiusta, scriteriata e insensata che aumenteranno il carico inquinante (basti pensare solo al traffico veicolare pesante giornaliero adibito al trasporto di quantità enormi di rifiuti: centinaia e centinaia di camion pieni di indifferenziato e FOS) in un territorio già di per sé martoriato dal punto di vista ambientale e con il quale, purtroppo, Genazzano confina.

I Genazzanesi, virtuosamente, sono stati capaci (anche per merito dell’Amministrazione Ascenzi) di realizzare una raccolta differenziata dei rifiuti che ha raggiunto il 65% che può essere ulteriormente, con adeguati accorgimenti e incentivi, incrementata. Se si realizzerà, ed è pienamente possibile, un piano per il compostaggio privato e una compostiera aerobica (o compostiere) di comunità, una parte abbondante dei rifiuti complessivamente prodotti (fino al 40%), costituita dai rifiuti organici, potrà essere trasformata in ottimo compost da utilizzare nei nostri giardini e terreni. Genazzano può in poco tempo, mediante la progettazione rapida di un nuovo piano comunale dei rifiuti, arrivare a conferire per il trattamento ultimo solo la quota restante di indifferenziato, con applicazione della tariffa puntuale per quest’ultima frazione, con notevole risparmio economico che potrà tradursi, finalmente, in una riduzione delle tariffe per le famiglie.

Uno dei primi atti della nuova Amministrazione Cefaro è stata la Deliberazione di Giunta Comunale n. 70 del 13.06.2019 con la quale è stata effettuata una variazione di bilancio per erogare alla Società Minerva Scarl la somma di Euro 9.336,00 a titolo di finanziamento infruttifero per “… far fronte alle esigenze derivanti principalmente da spese di avviamento e start up per cui si è reso necessario un fabbisogno più elevato delle risorse ad oggi disponibili”.

Per tutto quanto sopra esposto, chiediamo alla Nuova Amministrazione di Genazzano ed in particolare al Sindaco dott. Alessandro Cefaro, di valutare per Genazzano un nuovo corso nella gestione della Cosa Pubblica, secondo i principi di vera autonomia e nel vero e concreto interesse della Comunità; di rivalutare e di studiare tutte le azioni possibili per un futuro che veda Genazzano fuori dal Consorzio Minerva ed al contempo intraprendere insieme ai Comuni limitrofi tutte le iniziative utili e necessarie per difendere da danni irreparabili l’immagine, il territorio, l’economia, la storia, la cultura di Genazzano, nonché l’ambiente e la salute stessa dei genazzanesi, valori che non possono essere scambiati con nulla ma tantomeno con tali mostruosi obbrobri colleferrini e romani, perché noi, con quel tipo di pseudo-sviluppo, prepotente e prevaricante, non abbiamo alcunché da mettere in consorzio.

Da parte nostra intraprenderemo tutte le azioni, in ogni sede possibile, per tutelare i beni e i valori suddetti che appartengono da sempre al patrimonio della Comunità di Genazzano nel suo insieme e che dovrebbero vederci uniti e solidali nella difesa dei nostri veri interessi per noi stessi e per le generazioni future.

Genazzano, 07/07/219

CAMBIARE GENAZZANO

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